Mar09

Rocche e castelli malatestiani

Il territorio riminese è solo in parte pianeggiante.

Già alle spalle della città si alza la collina del Covignano, e un po' più lontano il Monte Titano. Oltre che un segnacolo caratteristico ("l'azzurra vision di San Marino" di pascoliana memoria) il Monte Titano è una presenza ben concreta e massiccia, una sorta di scolta avanzata degli Appennini, che a sud movimentano e frastagliano l'orizzonte e
ad oriente lambiscono il mare col promontorio di Gabicce.

 


Numerosi corsi d'acqua di carattere torrentizio, con i loro letti larghi e ghiaiosi, contribuiscono a rendere vario questo territorio ricco di rilievi. Due di questi sono importanti: il Marecchia, che ha le sue sorgenti in Toscana, all'Alpe della Luna, vicino a quelle del Tevere; e il Conca, che nasce nel Montefeltro, sulle pendici del monte Carpegna. Le valli e le conoidi di questi due fiumi, separati e anzi divaricati dal Monte Titano, formano il territorio riminese che da una parte sfuma lentamente nella Val Padana e dall'altra s'incunea fra l'Adriatico e l'Appennino, a contatto con le Marche e il Montefeltro.

Ha confini incerti, spesso indefinibili; si dice di quelli che riguardano la storia, la cultura e la mentalità, non di quelli amministrativi, naturalmente, che hanno un andamento preciso quanto, tutto sommato, burocraticamente astratto. Chi si inoltra nella pianura lungo la via Emilia o la via Romea non incontra certo tracce di confini naturali; e chi si inoltra nella dolce valle del Conca o in quella tumultuosa del Marecchia faticherà ad avvertire il passaggio nel Montefeltro.

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Author:
Pier Giorgio Pasini
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